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Il vento in poppa, Fraglia di Riva – Riva del Garda

by Isabelle Yrma Pace
Tempo di lettura 3 minuti

Vento e lago sono un binomio indissolubile, come ben sanno gli atleti della Fraglia della Vela di Riva del Garda, club velico tra i più attivi a livello internazionale 

Si dice che l’oro del Garda siano i suoi venti. Per quanto mi riguarda non c’è niente di più vero. Senza di loro io non esisterei nemmeno, ma prima di raccontarvi me lasciate che ve li presenti. Sono  l’Ander, il Vinessa, il Fasanella, il Boaren, il Ponal e il Pelér. Su tutti però spicca il più importante, l’Ora, che soffia da sud a nord e predilige le giornate di sole primaverili ed estive. Verso le 10 di mattina se dal lido di Riva si alza lo sguardo verso la cresta del Baldo si vedono rimontare delle piccole nuvole che qui chiamano i Balloni dell’Ora. Quello è il segno inequivocabile: sul mezzogiorno, il Pelér, che spinge da nord a sud, inverte la rotta e lascia il posto all’Ora, il quale fino al tramonto continuerà con costanza a gonfiare le vele delle barche e dei surf, che qui abbondano. Se vi chiedete chi sia la principale responsabile per la presenza di tutti quei triangolini colorati che solcano la superficie del lago ecco, quella sono io.  

Il vento in poppa, Fraglia di Riva - Riva del Garda Garda Stories Garda Trek

La mia storia inizia subito prima dello scoppio della guerra con l’Italia, nel 1915, quando il governatore della zona del Garda al soldo dell’Impero Austroungarico affonda di proposito il suo cutter Sirius nelle acque del golfo di Torbole e torna in Austria a gambe levate.  

All’inizio degli anni’20, quando la guerra è oramai alle spalle, alcuni rivani ripescano il Sirius, lo rimettono a nuovo e lo ribattezzano Galeotto: sarà la prima ammiraglia di una piccola flotta di velisti che dopo pochi anni, nel 1928, costituisce me, la Fraglia di Riva, il cui primo obiettivo è lo sviluppo dell’arte della vela, favorendone la competizione sportiva attraverso le gare.  

Il nome insolito, Fraglia, lo devo a Gabriele D’annunzio, che partecipò alla mia fondazione. Il vate riprese un termine che i veneti durante il Medioevo usavano per chiamare le corporazioni di arti e mestieri o le confraternite, e che portava in sé i valori e l’etimologia della parola fratellanza. I rivani nel ’37 ringraziarono il poeta del bel gesto con una lettera in cui lo omaggiavano della presidenza del club ab aeterno. Lui rispose accogliendo felicemente l’onore, l’offerta, il titolo, l’eternità.  

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Il Circolo sportivo abbraccia il lago con il lungo braccio del molo e fronteggia la Rocca di Riva, separata da uno stretto canale. Fu costruito negli anni ’30 da Giancarlo Maroni, l’architetto molto amico di D’annunzio che tanto contribuì allo sviluppo della città a cavallo fra le due guerre. Allora la struttura ospitava poche barche, la vela sul Garda era ai suoi esordi, oggi fatica a contenerle tutte. L’Ora, che in tutti questi anni non ha mai messo di spirare regolarmente, crea le condizioni ottimali per questo sport, che in meno di un secolo ha chiamato migliaia di persone e di squadre da tutto il mondo a regatare in queste acque. Il movimento, che era nato come un ristretto club di appassionati, si ingrandì ulteriormente dal 1951, quando fu organizzata la prima edizione della Settimana Velica Internazionale, l’Intervela, che continua a ripetersi annualmente da allora. Grazie a quell’evento, la fama del Garda fuori dai confini nazionali crebbe col tempo fino ad arrivare al 2012, anno in cui raggiunsi, con i 1055 partecipanti del XXX Meeting del Garda Optimist, il Guinnes dei Primati per la regata monoclasse più numerosa al mondo.  

Riva del Garda è punto di partenza e di arrivo di tutti gli anelli del GardaTrek e senza dubbio, la Fraglia della Vela con la sua sede è un vero e proprio simbolo della cittadina. Un circolo velico che ha ricevuto il suo nome così particolare da Gabriele D’Annunzio e che ha saputo, nel corso degli anni, affermarsi a livello internazionale, fino a entrare nel Guinness dei Primati per la regata monoclasse con il maggior numero di partecipanti. Quasi un controsenso per un club velico che si trova così racchiuso tra i monti del Trentino, a breve distanza dalle Alpi… 
Eppure è proprio così e questo rapporto strettissimo tra lago e montagna racchiude l’identità stessa del Garda Trentino, che molti hanno paragonato a un fiordo scandinavo, ma dal sapore mediterraneo.  

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